Cantieri edili, magazzini logistici e trasporto merci si confermano tra i settori dove il rischio di infortunio mortale sul lavoro è più alto. Un fenomeno che riguarda l’intero territorio nazionale ma che tocca da vicino anche Rimini e la sua provincia, area caratterizzata da un tessuto economico fatto di cantieri edili legati al turismo, piattaforme logistiche e trasporto di merci verso la riviera.
Secondo quanto emerso dalle analisi sul mondo del lavoro, i lavoratori stranieri risulterebbero esposti a un rischio di infortunio mortale fino a tre volte superiore rispetto ai colleghi italiani. Un dato che apre interrogativi importanti anche sul territorio riminese, dove la manodopera straniera è largamente impiegata proprio nei settori considerati più pericolosi: edilizia, facchinaggio, movimentazione merci e trasporti.
Perché i settori edile e logistico restano i più critici
Le cause individuate dagli osservatori del settore sono molteplici. Nei cantieri, il lavoro in quota, l’uso di macchinari pesanti e la presenza frequente di subappalti aumentano l’esposizione al rischio. Nel comparto trasporti e logistica pesano invece i ritmi serrati, la movimentazione di carichi e l’utilizzo di mezzi in spazi ristretti, come accade nei magazzini di stoccaggio diffusi lungo le direttrici che collegano l’entroterra romagnolo alla costa.
A questi fattori si aggiunge, per la componente straniera della forza lavoro, una serie di elementi che aumentano ulteriormente l’esposizione al pericolo: contratti spesso più precari, minore accesso alla formazione specifica sulla sicurezza, barriere linguistiche nella comprensione delle procedure e, in alcuni casi, condizioni di lavoro irregolare o sommerso.
Le implicazioni per il territorio
Nella provincia di Rimini, dove l’edilizia legata alla stagione turistica genera un’intensa attività di cantiere concentrata in periodi ristretti dell’anno, il tema della sicurezza assume un rilievo particolare. La pressione dei tempi di consegna, tipica dei lavori da completare prima dell’apertura della stagione balneare, viene spesso indicata tra i fattori che possono incidere sull’aumento del rischio.
Anche il comparto della logistica, cresciuto negli ultimi anni con l’espansione dei magazzini a servizio del commercio online e della distribuzione alimentare, rappresenta un ambito su cui restano alta l’attenzione degli enti preposti al controllo e la necessità di rafforzare la formazione dei lavoratori, in particolare di quelli di origine straniera più esposti a condizioni di maggiore vulnerabilità contrattuale.
Il quadro complessivo indica la necessità di interventi mirati su formazione, controlli nei cantieri e nelle piattaforme logistiche, e su un contrasto più incisivo alle forme di lavoro irregolare che, secondo quanto emerso, incidono in modo significativo sull’aumento degli infortuni mortali.