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San Marino, il PSD: «Definire il modello prima del nuovo ospedale»

San Marino – Il Partito Socialista Democratico (PSD) chiede al governo sammarinese di aprire un confronto pubblico e approfondito sul futuro della sanità nella Repubblica, prima di procedere con la realizzazione del nuovo ospedale. La richiesta arriva mentre il dibattito sulla riorganizzazione del sistema sanitario continua a tenere banco nel piccolo Stato.

Secondo quanto sostenuto dal partito, la priorità dovrebbe essere quella di definire con chiarezza il modello sanitario che San Marino intende adottare nei prossimi anni, individuando servizi, competenze e organizzazione della rete di assistenza. Solo in un secondo momento, spiega il PSD, si dovrebbe passare alla fase progettuale e realizzativa della nuova struttura ospedaliera.

Il nodo del modello sanitario

La posizione del partito nasce dalla preoccupazione che si possa procedere con investimenti infrastrutturali significativi senza aver prima stabilito quali funzioni cliniche, quali reparti e quali servizi debbano essere garantiti alla cittadinanza. Un approccio che, secondo il PSD, rischierebbe di produrre una struttura non adeguata alle reali esigenze sanitarie del territorio o non sostenibile nel tempo dal punto di vista organizzativo ed economico.

Il tema riguarda direttamente anche i residenti dell’entroterra riminese e i frontalieri che, per storiche ragioni geografiche e sociali, mantengono legami stretti con il Titano, spesso usufruendo di servizi sanitari transfrontalieri o comunque interessati agli sviluppi del sistema sanitario della Repubblica.

Il confronto richiesto

Il PSD invita dunque le istituzioni sammarinesi a un dibattito ampio, che coinvolga tutte le forze politiche, gli operatori del settore e la cittadinanza, per arrivare a una visione condivisa prima di avviare l’iter per il nuovo ospedale. Un percorso che, nelle intenzioni del partito, dovrebbe garantire scelte più ponderate e sostenibili nel lungo periodo.

La questione della sanità a San Marino resta dunque aperta e destinata a essere al centro dell’agenda politica del Titano nei prossimi mesi, con ricadute che potrebbero interessare anche l’area riminese, storicamente legata al piccolo Stato da rapporti sanitari, economici e sociali.