Lunghe file di autotreni e furgoni si formano nei pressi dei distributori di carburante della Repubblica di San Marino. A muoversi sono soprattutto camionisti provenienti da Rimini e provincia, che scelgono di attraversare il confine pur di risparmiare sul pieno di gasolio.
Il fenomeno si è intensificato nelle ultime settimane, complice l’aumento dei prezzi dei carburanti registrato in Italia. Sul Titano, dove la fiscalità sui prodotti petroliferi è diversa da quella italiana, il costo del gasolio resta più contenuto, rendendo conveniente anche una deviazione dal proprio percorso abituale.
Un risparmio che pesa sui bilanci aziendali
Per chi lavora nel trasporto merci il costo del carburante rappresenta una delle voci più incisive sui bilanci aziendali. Anche una differenza di pochi centesimi al litro, moltiplicata per i grandi serbatoi dei mezzi pesanti e per i chilometri percorsi ogni mese, può tradursi in risparmi consistenti. Non stupisce quindi che sempre più autotrasportatori della zona scelgano di pianificare le proprie soste per il rifornimento tenendo conto della vicinanza al Titano.
Le code registrate ai distributori sammarinesi non riguardano soltanto i mezzi pesanti: anche automobilisti privati, residenti nell’entroterra riminese, approfittano occasionalmente della differenza di prezzo per fare il pieno oltre confine. Tuttavia è il traffico commerciale a rendere più evidente il fenomeno, con file di camion che nelle ore di maggiore afflusso rallentano la viabilità nei pressi delle stazioni di servizio.
Un fenomeno non nuovo per il territorio
Il pendolarismo del carburante verso San Marino non è una novità assoluta per chi vive nella zona di confine: da anni residenti e imprese della provincia di Rimini guardano al Titano come a un’alternativa più economica per il rifornimento. Quando però i prezzi italiani salgono in modo marcato, come accaduto di recente, il flusso verso i distributori sammarinesi si intensifica visibilmente, fino a creare le code osservate nei giorni scorsi.
La situazione resta sotto osservazione da parte degli operatori del settore, che continuano a fare i conti con l’andamento altalenante dei prezzi dei carburanti e con le ricadute economiche che questo comporta sull’attività quotidiana del trasporto merci nel territorio riminese.