Economia

Rimini, corsa alla legna da ardere: ordini su del 30%

A Rimini e nella sua provincia si registra un netto aumento della domanda di legna da ardere. Secondo quanto emerso tra i rivenditori del territorio, gli ordini sono cresciuti di circa il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il fenomeno riguarda sia i residenti che utilizzano camini e stufe come sistema di riscaldamento principale o integrativo, sia coloro che gestiscono seconde case nell’entroterra riminese, spesso dotate di caminetti tradizionali.

Le cause dell’aumento

Diversi fattori sembrano concorrere a questa impennata delle richieste. Da un lato il caro energia continua a spingere le famiglie verso fonti di riscaldamento alternative, considerate più economiche nel medio periodo. Dall’altro, la volontà di anticipare gli acquisti prima dei mesi più freddi ha portato molti a rivolgersi ai fornitori già in autunno, per assicurarsi scorte adeguate prima di un eventuale ulteriore rincaro.

Nei magazzini e nei depositi della zona si segnala una maggiore movimentazione rispetto agli anni scorsi, con richieste che arrivano non solo dai centri abitati ma anche dalle zone collinari dell’entroterra, dove il riscaldamento a legna resta una tradizione consolidata.

Le implicazioni per il territorio

L’aumento della domanda ha ricadute dirette sull’economia locale, coinvolgendo boschi, aziende agricole e piccole attività di taglio e distribuzione della legna presenti nell’entroterra riminese. Un settore che, seppur di nicchia, rappresenta per alcune realtà rurali una fonte di reddito stagionale importante.

Resta da capire se questa tendenza si consoliderà anche nei prossimi mesi invernali o se si tratterà di un picco temporaneo legato agli acquisti anticipati. Nel frattempo, chi non ha ancora provveduto a fare scorta viene invitato dagli operatori del settore a muoversi per tempo, per evitare eventuali difficoltà di approvvigionamento con l’arrivo del freddo più intenso.