Economia

Rimini punta sul turismo congressuale, addio solo spiaggia e ombrelloni

Il turismo congressuale sta assumendo un peso crescente nell’economia di Rimini, ridisegnando l’identità turistica della città oltre la tradizionale immagine di mare e stabilimenti balneari. A sottolinearlo è stato De Santis, dirigente di Italian Exhibition Group (Ieg), che ha commentato l’evoluzione del comparto in occasione di un intervento pubblico dedicato al futuro del settore.

Secondo quanto emerso, il modello turistico basato esclusivamente su spiaggia e ombrelloni sarebbe ormai un’immagine superata, non più sufficiente a rappresentare l’offerta reale del territorio riminese. La crescita del segmento Mice – meeting, incentive, conferenze ed eventi – starebbe infatti trasformando Rimini in un polo di riferimento per il turismo d’affari, capace di attrarre visitatori anche al di fuori della stagione estiva.

Un settore in espansione

Il turismo congressuale rappresenta oggi una leva strategica per destagionalizzare i flussi turistici, portando a Rimini professionisti, aziende e organizzatori di eventi durante tutto l’arco dell’anno. Questo tipo di turismo, meno legato alle condizioni meteorologiche e ai mesi estivi, garantirebbe un indotto economico più stabile e diversificato rispetto al tradizionale turismo balneare.

Il ruolo di Italian Exhibition Group, che gestisce il quartiere fieristico e organizza eventi di rilievo nazionale e internazionale, risulta centrale in questa trasformazione. Le infrastrutture congressuali cittadine, unite alla capacità organizzativa maturata negli anni, starebbero contribuendo a posizionare Rimini come meta appetibile per il segmento business, in competizione con altre città italiane ed europee specializzate nel settore.

Implicazioni per il territorio

Il cambio di prospettiva richiamato da De Santis apre una riflessione più ampia sul futuro turistico della provincia. Se da un lato il mare resta un patrimonio identitario difficilmente sostituibile, dall’altro la diversificazione dell’offerta – con particolare attenzione al comparto congressuale – potrebbe rappresentare una risposta concreta alle sfide della stagionalità che da anni caratterizzano l’economia turistica locale.

Resta da capire quali strategie concrete verranno messe in campo per accompagnare questa transizione e quale sarà l’impatto sulle strutture ricettive, sui servizi e sull’occupazione del territorio, in un settore che coinvolge non solo gli operatori fieristici ma l’intera filiera turistica riminese.