Economia

Imprenditoria femminile a Rimini: saldo negativo nel 2024

L’imprenditoria femminile nel Riminese registra un saldo negativo. Il numero di imprese guidate da donne attive nel territorio provinciale è diminuito, con le difficoltà concentrate soprattutto in due settori: il commercio e l’agricoltura.

Il dato emerge dall’analisi periodica sulla composizione del tessuto imprenditoriale locale, che monitora l’andamento delle attività condotte da donne su base annuale. Rispetto ai periodi precedenti, il bilancio tra nuove aperture e chiusure di imprese femminili risulta sfavorevole, segnalando una contrazione della presenza femminile nel mondo del lavoro autonomo e imprenditoriale.

Commercio e agricoltura i comparti più colpiti

Tra i settori più penalizzati spiccano il commercio, storicamente uno degli ambiti in cui l’imprenditoria femminile trova maggiore spazio, e l’agricoltura, comparto tradizionalmente radicato nell’entroterra riminese. In entrambi i casi le chiusure hanno superato le nuove iscrizioni, contribuendo al saldo negativo complessivo.

Le cause di questa flessione vanno ricercate in un insieme di fattori che da tempo interessano il tessuto produttivo locale: la concorrenza della grande distribuzione e del commercio online per quanto riguarda il retail tradizionale, e le difficoltà strutturali del settore primario, alle prese con costi di gestione crescenti e un ricambio generazionale non sempre garantito.

Le implicazioni per il territorio

Il calo delle imprese femminili rappresenta un segnale da non sottovalutare per l’economia locale. Le attività guidate da donne, in particolare nel commercio di vicinato e nelle piccole realtà agricole, svolgono spesso un ruolo importante nel presidio del territorio, soprattutto nelle aree dell’entroterra dove la desertificazione commerciale rischia di aggravare lo spopolamento.

Il tema dell’imprenditoria femminile resta al centro dell’attenzione delle associazioni di categoria e delle istituzioni locali, chiamate a valutare politiche di sostegno mirate per invertire la tendenza e favorire il ricambio generazionale e di genere nel tessuto produttivo riminese.