Simona Ventura è intervenuta a Rockisland, noto stabilimento balneare della riviera riminese, per parlare della storia dell’Isola delle Rose, la piattaforma artificiale che negli anni Sessanta sorse al largo delle coste di Rimini diventando, per pochi mesi, un caso internazionale.
La conduttrice ha descritto la vicenda come un episodio legato a un “vuoto di sovranità”, riferendosi al momento in cui la struttura, edificata in acque internazionali, si autoproclamò stato indipendente, sfuggendo temporaneamente alla giurisdizione italiana.
La storia dell’Isola delle Rose
L’Isola delle Rose fu costruita nel 1968 su una piattaforma di circa 400 metri quadrati, a poche miglia dalla costa romagnola. Il suo ideatore la dichiarò territorio autonomo, dotandola di una propria lingua, moneta e persino di francobolli. La vicenda suscitò grande scalpore a livello nazionale e internazionale, alimentando un acceso dibattito sulle competenze legali in materia di acque territoriali.
Le autorità italiane intervennero pochi mesi dopo la proclamazione, occupando la struttura e disponendone la demolizione tramite un’operazione della Marina Militare. Ancora oggi la vicenda resta uno dei capitoli più singolari della storia recente della riviera romagnola, spesso raccontata in chiave di curiosità storica legata al territorio.
Un evento tra memoria e attualità
L’intervento di Simona Ventura si inserisce in un contesto di riscoperta della vicenda, che negli ultimi anni ha suscitato nuovo interesse anche grazie a produzioni cinematografiche e approfondimenti dedicati. La scelta di Rockisland come cornice per l’intervento richiama simbolicamente il legame tra la struttura balneare e la storica “isola” che sorgeva proprio al largo di quelle acque.
Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sul contenuto integrale dell’intervento della conduttrice, né sulla natura dell’evento che ha ospitato la sua testimonianza.