Un ragazzo di tredici anni si è fratturato un braccio all’interno di un istituto scolastico della provincia di Rimini. La famiglia del minore ha deciso di rivolgersi alla giustizia, ottenendo infine ragione: il Tribunale ha condannato l’ente responsabile a risarcire i danni subiti dallo studente.
Secondo quanto ricostruito, l’incidente si sarebbe verificato durante le normali attività scolastiche, in un momento in cui il ragazzo si trovava sotto la responsabilità del personale docente. La caduta, o comunque la dinamica che ha provocato la frattura, avrebbe portato la famiglia a valutare la sussistenza di una responsabilità per omessa vigilanza da parte della scuola.
La decisione del Tribunale
Dopo l’iter giudiziario avviato dalla famiglia del tredicenne, con l’assistenza di un legale, il giudice ha accolto la richiesta di risarcimento, riconoscendo che la scuola non avrebbe adottato tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dell’alunno durante l’orario scolastico. La sentenza stabilisce quindi un obbligo di risarcimento economico a favore della famiglia del ragazzo, a copertura dei danni fisici e delle spese sostenute a seguito dell’infortunio.
Il caso riporta l’attenzione su un tema ricorrente nel dibattito pubblico: la responsabilità degli istituti scolastici nella sorveglianza degli studenti durante le ore di lezione e le attività ricreative. Episodi di questo tipo, seppur non frequentissimi, sollevano interrogativi sulle procedure di vigilanza adottate nelle scuole e sulle tutele previste per le famiglie in caso di infortuni.
Un precedente da valutare
La vicenda si inserisce in un filone di contenziosi legali che negli ultimi anni ha visto diverse famiglie italiane chiedere conto alle istituzioni scolastiche per episodi simili, spesso legati a cadute, scontri tra alunni durante la ricreazione o incidenti durante l’attività fisica. Le sentenze di condanna, come quella emessa in questo caso, ribadiscono il principio secondo cui la scuola è tenuta a garantire un livello adeguato di sorveglianza sui minori affidati alle sue cure, pena la responsabilità civile in caso di danno.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi all’entità del risarcimento stabilito né all’identità dell’istituto coinvolto.