Cronaca

Rimini, spiava la compagna con Gps e telecamera nascosta

Un dispositivo Gps nascosto sotto l’auto e una telecamera camuffata all’interno dell’abitazione: sono gli strumenti che un uomo di Rimini avrebbe utilizzato per tenere sotto controllo ogni spostamento e ogni gesto della propria compagna. Il caso è emerso dopo che la donna, sospettando di essere pedinata e osservata anche quando si trovava tra le mura domestiche, ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe agito con metodo, quasi da investigatore privato, monitorando quotidianamente i tragitti della vittima attraverso un localizzatore satellitare applicato di nascosto al veicolo. Non solo: nell’abitazione sarebbe stata rinvenuta anche una piccola telecamera, posizionata in modo da riprendere gli ambienti senza destare sospetti.

Il sospetto e la denuncia

La scoperta sarebbe avvenuta dopo che la donna, insospettita da alcuni atteggiamenti del partner che sembrava conoscere con precisione ogni suo movimento, ha iniziato a controllare l’auto e la casa, trovando i dispositivi nascosti. A quel punto ha sporto denuncia, dando avvio agli accertamenti degli inquirenti che hanno confermato la presenza degli strumenti di controllo.

L’episodio configura, secondo gli inquirenti, un caso di stalking aggravato dall’uso di tecnologia, una modalità sempre più diffusa negli ultimi anni tra chi intende esercitare un controllo ossessivo sul partner o sull’ex partner. I dispositivi Gps, facilmente reperibili online a basso costo, vengono spesso utilizzati per finalità di sorveglianza illecita, così come micro telecamere sempre più difficili da individuare.

Un fenomeno in crescita

Le denunce per stalking tecnologico sono in aumento anche nel riminese, un trend che riflette una tendenza nazionale legata alla facilità di accesso a strumenti di localizzazione e videosorveglianza a basso costo. Gli esperti del settore sottolineano come questi episodi rappresentino una forma di violenza psicologica non meno grave di quella fisica, capace di generare nella vittima un costante senso di ansia e mancanza di libertà.

Le autorità ricordano che chiunque sospetti di essere sottoposto a controlli di questo tipo può rivolgersi alle forze dell’ordine per verificare la presenza di dispositivi di localizzazione o registrazione non autorizzati. La normativa italiana prevede sanzioni severe per chi pone in essere condotte persecutorie, comprese quelle realizzate attraverso strumenti tecnologici.