Cronaca

Riccione, turni di 18 ore in un kebab: tre condanne

Tre persone, tutte gestori di un kebab a Riccione, sono state condannate per aver imposto ai propri dipendenti turni di lavoro estenuanti, arrivati fino a 18 ore al giorno. La sentenza arriva al termine di un procedimento penale scaturito da controlli e denunce relative alle condizioni di lavoro nel locale.

I fatti

Secondo quanto emerso, i dipendenti dell’attività di ristorazione venivano costretti a orari di lavoro ben superiori ai limiti previsti dalla normativa vigente, con turni che in alcuni casi hanno toccato le 18 ore consecutive. Una condizione lavorativa che ha attirato l’attenzione degli inquirenti, portando all’apertura di un fascicolo giudiziario nei confronti dei responsabili della gestione del locale.

Il procedimento si è concluso con la condanna dei tre gestori, ritenuti responsabili di aver sfruttato la manodopera impiegata nel kebab, situato nel territorio comunale di Riccione, meta turistica di riferimento della riviera romagnola.

Il contesto

Il caso riporta l’attenzione sul tema del lavoro sommerso e delle condizioni di sfruttamento che, in alcuni casi, colpiscono il settore della ristorazione, in particolare le attività a conduzione familiare o gestite da piccoli imprenditori nell’ambito della ristorazione etnica. Turni prolungati e mancato rispetto dei diritti dei lavoratori rappresentano una criticità che periodicamente emerge negli accertamenti condotti dalle autorità competenti sul territorio riminese e riccionese.

La vicenda giudiziaria conferma come i controlli sulle condizioni di lavoro nelle attività commerciali della provincia di Rimini continuino a portare alla luce situazioni di irregolarità, con conseguenze penali per chi viola le tutele previste per i lavoratori.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi all’entità delle pene comminate né al numero di dipendenti coinvolti nella vicenda.