Restano dietro le sbarre i due uomini che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sono resi protagonisti di un pericoloso inseguimento nelle strade del riminese, terminato con il loro arresto. Il giudice ha confermato la custodia cautelare in carcere nei loro confronti, ritenendo ancora attuali le esigenze cautelari legate al caso.
Diversa la sorte toccata al terzo indagato, un amico dei due fermati, individuato come il soggetto che custodiva la cocaina sequestrata nel corso delle indagini. Per lui il giudice ha disposto la scarcerazione, valutando non sussistenti, almeno allo stato attuale, i presupposti per il mantenimento della misura restrittiva più severa.
La dinamica dei fatti
La vicenda ha preso il via da un controllo delle forze dell’ordine, sfociato in una fuga concitata a bordo di un veicolo. L’inseguimento, definito dagli stessi inquirenti “folle” per la pericolosità delle manovre messe in atto dai fuggitivi, si è concluso con il fermo dei responsabili. Nel corso delle successive verifiche è emerso il coinvolgimento di un terzo uomo, ritenuto custode della sostanza stupefacente al centro dell’inchiesta.
Le decisioni del giudice
Nell’udienza di convalida e nella successiva fase cautelare, il giudice ha operato una distinzione tra le posizioni dei tre indagati. Per i due che hanno materialmente condotto la fuga su strada è stata ritenuta necessaria la permanenza in carcere, mentre per l’amico coinvolto nella custodia della cocaina si è optato per la revoca della misura più afflittiva, con conseguente ritorno in libertà.
Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza ruoli e responsabilità di ciascuno, in vista dei successivi sviluppi processuali. Resta alta l’attenzione delle autorità sul fenomeno degli inseguimenti su strada legati al traffico di sostanze stupefacenti, episodi che negli ultimi tempi hanno destato preoccupazione tra residenti e forze dell’ordine nel territorio riminese.