Confagricoltura e Automotoclub Storico Italiano (Asi) hanno firmato un memorandum d’intesa per la tutela della meccanizzazione agricola storica. L’accordo punta a valorizzare trattori, mietitrebbie e altri mezzi d’epoca utilizzati per decenni nelle campagne italiane, riconoscendone il valore storico, culturale e tecnico.
L’iniziativa nasce dalla volontà di preservare un patrimonio meccanico che ha accompagnato l’evoluzione dell’agricoltura nazionale nel corso del Novecento. Le due organizzazioni intendono collaborare per censire, catalogare e proteggere questi mezzi, spesso conservati da appassionati e aziende agricole in tutto il territorio nazionale.
Un patrimonio anche per il territorio riminese
La provincia di Rimini, storicamente legata a un’economia agricola diffusa tra entroterra e vallate, conserva numerosi esemplari di macchine agricole d’epoca, spesso tramandate all’interno delle stesse famiglie contadine da una generazione all’altra. Molti agricoltori locali custodiscono ancora trattori e attrezzature risalenti al dopoguerra, testimonianza diretta della trasformazione del lavoro nei campi.
Il memorandum tra Confagricoltura e Asi potrebbe rappresentare un’opportunità anche per le aziende agricole della provincia, offrendo strumenti di tutela e valorizzazione per i mezzi storici già in loro possesso. La catalogazione ufficiale di questi beni potrebbe inoltre favorire iniziative di carattere culturale e turistico, come mostre, raduni o percorsi tematici legati alla storia dell’agricoltura locale.
Le finalità dell’accordo
L’intesa tra le due realtà nazionali si propone di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sull’importanza di conservare questi macchinari, spesso a rischio di dismissione o rottamazione. La collaborazione mira anche a definire criteri comuni per il riconoscimento del valore storico dei mezzi, in linea con quanto già avviene per le automobili e le motociclette d’epoca.
Per il settore agricolo, spesso percepito come lontano da logiche di conservazione museale, l’accordo rappresenta un passo verso il riconoscimento formale di un pezzo di storia rurale che ha caratterizzato il paesaggio produttivo di intere regioni, Romagna compresa.