Cronaca

Cade in bici su radici in Viale Abruzzi, giudice: andava troppo forte

Rimini – Una richiesta di risarcimento per una caduta in bicicletta su Viale degli Abruzzi è stata respinta dal giudice, che ha stabilito come la responsabilità dell’incidente non fosse da attribuire allo stato del manto stradale, ma alla velocità eccessiva tenuta dalla ciclista al momento dei fatti.

La donna era rovinata a terra lungo il noto viale riminese, segnalando come causa della caduta le radici degli alberi che, sollevando l’asfalto, avrebbero creato un dislivello pericoloso per chi transita in bicicletta. Sulla base di questa ricostruzione, aveva presentato una richiesta di risarcimento danni nei confronti del Comune di Rimini, ritenuto responsabile della cattiva manutenzione del manzo stradale.

La decisione del giudice

Il tribunale, dopo aver esaminato la dinamica dell’incidente, ha però escluso che la causa principale della caduta fosse riconducibile esclusivamente all’irregolarità del fondo stradale. Secondo quanto emerso in sede giudiziaria, la velocità sostenuta dalla ciclista al momento del passaggio sul tratto interessato avrebbe giocato un ruolo determinante nella perdita di controllo del mezzo.

Di conseguenza, la richiesta di risarcimento è stata respinta, con il giudice che ha ritenuto non sussistente un nesso di causalità diretto e univoco tra lo stato della pavimentazione e il sinistro.

Un problema noto ai riminesi

Il caso riporta l’attenzione su una questione ben nota a residenti e turisti che frequentano Viale degli Abruzzi: le radici degli alberi che, nel tempo, sollevano porzioni di asfalto e marciapiede, creando avvallamenti e dislivelli lungo il percorso. Un fenomeno diffuso in diverse zone della città, dove la convivenza tra il verde urbano e le infrastrutture stradali richiede interventi di manutenzione periodica.

La pronuncia del giudice, pur relativa a un singolo episodio, pone l’accento su un tema più ampio: quello della responsabilità in caso di incidenti legati allo stato delle strade cittadine, e su come la valutazione delle cause di un sinistro debba tenere conto di molteplici fattori, incluso il comportamento di chi si trova alla guida del mezzo, bicicletta compresa.

Non è la prima volta che episodi simili finiscono davanti a un giudice a Rimini, in una città dove il traffico ciclabile è particolarmente intenso, soprattutto nei mesi estivi, e dove la qualità del manto stradale resta un tema di attenzione costante da parte dell’amministrazione comunale e dei cittadini.