Economia

IEG punta sul “cupolone”, Ermeti: no a fiere a Milano o Bologna

Il futuro della fiera di Rimini passa da un nuovo grande padiglione a forma di cupola, destinato a diventare il fulcro delle strategie di sviluppo di Italian Exhibition Group (IEG). Lo ha indicato Ermeti, secondo cui l’investimento è necessario per scongiurare il rischio che le manifestazioni fieristiche di maggior rilievo lascino il territorio riminese per trasferirsi in altri poli espositivi, come quelli di Milano o Bologna.

Un investimento per competere

La struttura, già soprannominata “cupolone” per le sue dimensioni e la forma distintiva, dovrebbe garantire spazi espositivi più ampi e modulabili, capaci di ospitare eventi di grande richiamo nazionale e internazionale. Secondo quanto emerso, la realizzazione di questo nuovo padiglione rappresenterebbe una risposta diretta alla concorrenza crescente di altri centri fieristici italiani, che negli ultimi anni hanno ampliato la propria capacità di accogliere grandi manifestazioni, sottraendo quote di mercato anche a Rimini.

Ermeti ha sottolineato come l’obiettivo primario sia quello di evitare l’emorragia di eventi verso altre città, un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato diversi settori fieristici a livello nazionale, con organizzatori e espositori che scelgono sedi alternative in base a capienza, logistica e servizi offerti.

Le ricadute sul territorio

La questione non riguarda solo l’ambito strettamente fieristico, ma ha ricadute dirette sull’economia locale. Le grandi manifestazioni portano con sé un indotto significativo per alberghi, ristoranti e commercio, oltre a garantire visibilità internazionale alla città. Perdere eventi di rilievo a favore di altre sedi significherebbe, secondo quanto sottolineato, un danno non solo per IEG ma per l’intero sistema economico riminese, strettamente legato al turismo d’affari e congressuale.

Il progetto del nuovo padiglione si inserisce dunque in una strategia più ampia di rilancio del quartiere fieristico, che punta a mantenere competitivo il polo di Rimini rispetto ai principali concorrenti nazionali. Non sono stati resi noti, al momento, dettagli definitivi su tempistiche e costi dell’opera, ma la direzione indicata appare chiara: investire per non perdere terreno.

Resta da capire quali saranno i prossimi passaggi istituzionali e finanziari necessari per dare concretezza al progetto, in un contesto in cui la competizione tra i grandi quartieri fieristici italiani si fa sempre più serrata.