Cronaca

Picchiava e spiava la compagna in casa: scatta il divieto di avvicinamento

Violenze fisiche e un telefono cellulare nascosto in casa per controllare ogni spostamento della vittima: è quanto emerso nell’ambito di un’indagine che ha portato all’applicazione di una misura cautelare nei confronti di un uomo residente nel riminese, accusato di maltrattamenti nei confronti della propria compagna.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe sottoposto la donna a episodi di violenza fisica all’interno delle mura domestiche, aggravando la situazione con un sistematico controllo attraverso un dispositivo telefonico occultato in casa, utilizzato per monitorare le abitudini e i movimenti della vittima anche in sua assenza.

La scoperta e la denuncia

La vicenda sarebbe emersa dopo che la donna ha trovato la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine, raccontando un quadro di sopraffazione che si sarebbe protratto nel tempo. Gli accertamenti condotti dagli investigatori avrebbero confermato gli elementi riferiti dalla vittima, portando all’adozione di un provvedimento restrittivo nei confronti del presunto responsabile.

La misura cautelare, disposta dall’autorità giudiziaria, prevede il divieto di avvicinamento alla donna, misura tipicamente adottata nei casi in cui si ravvisi un concreto pericolo per l’incolumità della persona offesa e il rischio di reiterazione della condotta violenta.

Un fenomeno purtroppo diffuso

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di episodi di violenza domestica che continuano a emergere anche nel territorio riminese, nonostante le campagne di sensibilizzazione e gli strumenti normativi messi in campo negli ultimi anni per tutelare le vittime. Il ricorso a strumenti tecnologici per il controllo del partner, come nel caso del telefono nascosto, rappresenta una modalità di violenza psicologica che si affianca sempre più spesso a quella fisica, rendendo ancora più difficile per le vittime percepire e denunciare la propria condizione.

Le forze dell’ordine ricordano che chiunque si trovi in situazioni di violenza domestica può rivolgersi ai centri antiviolenza presenti sul territorio o contattare direttamente le autorità competenti per ricevere assistenza e tutela.