Non più furti di dati personali o blocchi di computer con richieste di riscatto, ma un bersaglio inedito: i sistemi di refrigerazione dei supermercati. Negli ultimi giorni diversi punti vendita in Francia e in altri Paesi europei hanno segnalato un’anomalia inquietante: i congelatori hanno smesso di raffreddare, con la temperatura interna salita fino a 50 gradi, mandando in avaria interi reparti di surgelati.
Secondo quanto emerso, dietro il guasto non ci sarebbe un semplice malfunzionamento tecnico, ma un attacco informatico mirato ai sistemi di controllo industriale che regolano temperatura e funzionamento degli impianti frigoriferi nei punti vendita della grande distribuzione. Si tratta di dispositivi connessi in rete, spesso gestiti da remoto per motivi di efficienza energetica e manutenzione, ma proprio questa connettività li renderebbe vulnerabili a intrusioni esterne.
Un rischio che riguarda anche il territorio
Se per ora i casi accertati riguardano la Francia e si segnalano episodi simili in altre zone d’Europa, la questione non è indifferente per Rimini e provincia, dove la presenza di supermercati e catene della grande distribuzione è capillare, soprattutto nelle aree più frequentate da residenti e turisti durante tutto l’anno. Gli impianti di refrigerazione utilizzati nei punti vendita locali spesso condividono le stesse tecnologie di gestione remota diffuse a livello internazionale, rendendo plausibile che il tema della sicurezza informatica degli apparati frigoriferi diventi una priorità anche per gli operatori del settore sul territorio.
Gli esperti di sicurezza informatica sottolineano come questo tipo di attacco, oltre al danno economico diretto legato alla perdita delle merci deperibili, comporti anche un rischio per la sicurezza alimentare: prodotti esposti a temperature non idonee per periodi prolungati possono diventare pericolosi per il consumo, anche se apparentemente integri.
Le possibili conseguenze per la filiera
Il fenomeno riaccende i riflettori sulla vulnerabilità delle infrastrutture cosiddette “critiche” della distribuzione commerciale, spesso meno protette rispetto ai sistemi informatici tradizionali delle aziende. Gli attacchi ai dispositivi industriali connessi, noti come sistemi IoT (Internet of Things), rappresentano infatti un terreno relativamente nuovo per la criminalità informatica, che individua in queste tecnologie un punto debole su cui fare leva per danneggiare le aziende o richiedere riscatti.
Al momento non risultano segnalazioni di episodi analoghi in strutture della provincia di Rimini, ma la vicenda ha acceso l’attenzione delle associazioni di categoria del commercio, che invitano gli esercenti a verificare i protocolli di sicurezza informatica degli impianti e a predisporre piani di intervento rapido in caso di anomalie nei sistemi di refrigerazione.