Economia

Aeroporti Rimini-Forlì, Frisoni: “Strategie diverse, no a sovrapposizioni”

Il futuro degli aeroporti romagnoli torna sotto i riflettori, con un intervento che rilancia il confronto tra gli scali di Rimini e Forlì. A intervenire sulla questione è Frisoni, che ha sottolineato la necessità di percorsi distinti per le due infrastrutture, scongiurando il rischio di una concorrenza controproducente per il territorio.

Secondo quanto dichiarato, ogni scalo dovrebbe muoversi secondo una propria strategia di sviluppo, capace di valorizzare le specificità del territorio di riferimento senza entrare in rotta di collisione con l’aeroporto vicino. Il riferimento è alla necessità di evitare sovrapposizioni tra le due realtà aeroportuali, che negli anni sono state più volte oggetto di paragoni e confronti, complice la vicinanza geografica e il bacino di utenza in parte condiviso.

Il nodo della programmazione

La questione tocca un tema sensibile per l’economia del territorio: la capacità degli scali romagnoli di attrarre collegamenti e vettori senza farsi concorrenza reciproca, ma anzi integrando l’offerta complessiva. Un equilibrio non scontato, considerando le dinamiche del trasporto aereo regionale, dove le rotte e i collegamenti tendono a concentrarsi su pochi scali di riferimento.

Il richiamo a “strategie proprie” per ciascun aeroporto lascia intendere una possibile differenziazione nei target di mercato: da un lato il turismo leisure legato alla Riviera romagnola, dall’altro eventuali sviluppi orientati a settori diversi, penalizzabili in caso di concorrenza diretta tra i due scali.

Le implicazioni per il territorio

Il tema non è solo tecnico, ma riguarda da vicino l’indotto turistico ed economico di Rimini e provincia. Un aeroporto competitivo e ben posizionato rappresenta infatti un asset strategico per l’arrivo di turisti internazionali, in particolare nei mesi di alta stagione. Allo stesso modo, la chiarezza sulle strategie di sviluppo aeroportuale è considerata un elemento chiave per attrarre investimenti e nuove rotte da parte delle compagnie aeree.

Resta da capire quali saranno i prossimi passi concreti per tradurre in pratica l’indicazione di percorsi differenziati tra i due scali, in un contesto in cui la collaborazione tra territori limitrofi viene spesso indicata come condizione necessaria per la crescita del settore aeroportuale in Romagna.