Louis Dassilva, unico indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa a coltellate a Rimini nell’ottobre 2023, torna a parlare pubblicamente del caso. Dopo mesi di silenzio, l’uomo ha rilasciato dichiarazioni in cui punta il dito contro Manuela Bianchi, la donna con cui aveva una relazione e vicina di casa della vittima, accusandola di averlo “incastrato” per coprire un’altra persona.
Le parole di Dassilva arrivano in un momento delicato dell’inchiesta, che da mesi tiene banco sulla cronaca riminese e nazionale. Il caso Paganelli, uno dei più seguiti degli ultimi anni in Emilia-Romagna, ha visto susseguirsi colpi di scena, testimonianze contrastanti e un lungo lavoro degli inquirenti per ricostruire la dinamica del delitto avvenuto nel palazzo di via del Ciclamino.
Le accuse di Dassilva
Secondo quanto dichiarato, Dassilva sostiene di essere stato messo nel mirino delle indagini a causa di elementi forniti da Manuela Bianchi, che a suo dire avrebbe agito per proteggere una terza persona rimasta finora fuori dai riflettori mediatici. L’uomo, che si professa innocente fin dall’inizio della vicenda, rilancia così accuse dirette in un contesto investigativo ancora in evoluzione.
Le sue parole si inseriscono in un quadro giudiziario complesso, dove la posizione di Bianchi è stata più volte al centro dell’attenzione per il suo ruolo di testimone e per i rapporti personali con l’indagato. La donna, coinvolta sentimentalmente con Dassilva, vive nello stesso stabile in cui abitava la vittima.
Un caso che divide
La rottura del silenzio da parte di Dassilva riaccende i riflettori su un’inchiesta che continua a suscitare grande interesse tra i residenti di Rimini e non solo. Le nuove dichiarazioni potrebbero avere ripercussioni sullo sviluppo delle indagini, ancora in corso, e sull’eventuale fase processuale che attende l’indagato.
Gli inquirenti non hanno commentato pubblicamente le ultime affermazioni. Il caso resta aperto e la comunità riminese attende ulteriori sviluppi in un’inchiesta che, a oltre un anno dal delitto, non ha ancora trovato una conclusione definitiva.