Torna l’appuntamento con l’inizio dell’anno scolastico e, puntuale, torna anche il salasso per le famiglie di Rimini e provincia alle prese con l’acquisto dei libri di testo. Genitori e studenti denunciano cifre sempre più elevate, difficili da sostenere soprattutto per i nuclei con più figli in età scolare.
Le liste dei testi richiesti dagli istituti, dalle scuole medie inferiori fino ai licei e agli istituti tecnici, comportano spese che in molti casi superano abbondantemente le centinaia di euro a studente. Un peso che si somma ad altre voci di spesa legate al rientro tra i banchi, come materiale di cancelleria, zaini e diari.
La corsa al mercato dell’usato
Di fronte a questi costi, sempre più famiglie riminesi scelgono di rivolgersi al mercato dei libri usati. Mercatini organizzati da scuole e associazioni, gruppi di scambio sui social network e piattaforme online dedicate stanno diventando un punto di riferimento per chi cerca di risparmiare senza rinunciare ai testi richiesti dai programmi didattici.
Il fenomeno non è nuovo, ma quest’anno sembra aver assunto proporzioni più ampie, complice il generale aumento del costo della vita che si riflette anche sul settore dell’editoria scolastica. Molte famiglie raccontano di aver iniziato la ricerca dei testi usati con largo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni, temendo di non trovare disponibilità per i titoli più richiesti.
Un problema diffuso sul territorio
La questione dei costi dei libri scolastici non riguarda solo Rimini città, ma si estende a tutta la provincia, coinvolgendo scuole di ogni ordine e grado. Le associazioni dei consumatori, da anni, richiamano l’attenzione sul tema, sollecitando interventi a livello nazionale per calmierare i prezzi dell’editoria scolastica o per potenziare i sistemi di comodato d’uso già attivi in alcuni istituti.
Nel frattempo, sul territorio riminese si moltiplicano le iniziative di solidarietà: alcune scuole hanno attivato banchi del libro usato interni, mentre diverse associazioni di quartiere organizzano raccolte e scambi gratuiti o a prezzi simbolici. Iniziative che, seppur non risolutive del problema strutturale dei costi, rappresentano un aiuto concreto per le famiglie in difficoltà in questo delicato momento dell’anno.