Cronaca

Riccione, il Tar boccia il Comune sulle serre agricole

Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato un provvedimento di demolizione emesso dal Comune di Riccione nei confronti di alcune serre agricole, insieme al diniego opposto dall’amministrazione comunale sulla loro regolarità. La decisione dei giudici amministrativi ribalta quanto stabilito dagli uffici comunali, riaprendo un contenzioso che riguarda l’uso del territorio agricolo nel comune costiero.

Il caso nasce da una contestazione dell’amministrazione riccionese nei confronti di alcune strutture destinate ad attività agricola, ritenute non conformi alle norme urbanistiche ed edilizie. Il Comune aveva quindi disposto la demolizione delle serre, respingendo contestualmente le richieste di regolarizzazione presentate dai proprietari.

Questi ultimi hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, contestando sia l’ordine di abbattimento sia il diniego opposto alle loro istanze. I giudici hanno accolto le ragioni dei ricorrenti, annullando entrambi i provvedimenti comunali.

Le implicazioni per il territorio

La pronuncia del Tar riapre la questione della gestione delle strutture agricole in provincia di Rimini, un tema che negli ultimi anni ha visto crescere il contenzioso tra proprietari di terreni e amministrazioni locali, chiamate a bilanciare le esigenze produttive del settore agricolo con la tutela del territorio e il rispetto della pianificazione urbanistica.

La decisione del tribunale amministrativo impone ora al Comune di Riccione di rivedere la propria posizione sul caso specifico, tenendo conto delle motivazioni espresse dai giudici. Resta da capire se l’amministrazione comunale intenda impugnare la sentenza o adeguarsi alle indicazioni del Tar, riesaminando le pratiche relative alle serre oggetto del contenzioso.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di dispute legate all’edilizia in zona agricola, dove la linea di confine tra strutture funzionali all’attività produttiva e interventi non autorizzati è spesso oggetto di interpretazioni divergenti tra proprietari e uffici tecnici comunali.