Durata lampo per il nuovo addetto stampa del Rimini Calcio, che ha rassegnato le dimissioni a meno di 24 ore dall’annuncio della sua nomina. A motivare la scelta, secondo quanto emerso, sarebbero stati alcuni attacchi ricevuti sui social network, giudicati lesivi nei propri confronti.
La notizia della nomina era stata diffusa dalla società biancorossa solo il giorno precedente, presentando il nuovo responsabile della comunicazione come figura chiamata a gestire i rapporti tra il club, la stampa e i tifosi. Poche ore dopo, però, è arrivato il dietrofront, con la comunicazione delle dimissioni motivate dal clima ostile riscontrato online.
Un caso che riaccende il tema degli attacchi social nel mondo dello sport
L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno sempre più diffuso nel calcio, anche a livello dilettantistico e di categorie minori: gli attacchi personali e le critiche feroci che si scatenano sui social network nei confronti di dirigenti, addetti stampa e collaboratori dei club. Una dinamica che, in diversi casi, ha portato a passi indietro immediati da parte di figure appena insediate, spaventate dall’esposizione mediatica e dalla pressione dei tifosi più aggressivi.
Per il Rimini Calcio si tratta di un contrattempo che arriva in un momento delicato per la comunicazione del club, costretto ora a individuare rapidamente un nuovo profilo per la gestione dei rapporti con i media locali e nazionali.
Al momento la società non ha diffuso ulteriori dettagli sui contenuti specifici degli attacchi ricevuti, né sono stati resi noti eventuali provvedimenti o segnalazioni alle autorità competenti in merito ai commenti giudicati offensivi.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensione tra tifoseria e dirigenza, comune a molte realtà calcistiche italiane, dove la rapidità e l’anonimato dei social network amplificano spesso critiche che in altri contesti resterebbero private o circoscritte.