Rimini si conferma una città di piccole e piccolissime imprese: il 94% delle aziende attive sul territorio ha meno di dieci addetti. Il dato, che fotografa la struttura produttiva della provincia, è stato al centro delle riflessioni della consigliera regionale del Partito Democratico Nadia Petitti, secondo cui la frammentazione del tessuto imprenditoriale rappresenta al tempo stesso una ricchezza e una fragilità per l’economia locale.
Un modello economico diffuso ma fragile
La prevalenza schiacciante di micro-imprese racconta un modello economico che ha storicamente caratterizzato Rimini e la sua provincia, legato a doppio filo con i settori del turismo, del commercio e dell’artigianato. Piccole realtà familiari, spesso a conduzione diretta, che animano il tessuto cittadino ma che allo stesso tempo faticano a competere su mercati sempre più ampi e complessi.
Secondo Petitti, questa dimensione ridotta espone le aziende riminesi a maggiori difficoltà nell’accesso al credito, negli investimenti in innovazione e nella capacità di affrontare le sfide della digitalizzazione e della transizione ecologica, temi ormai centrali per la competitività di qualsiasi impresa.
La richiesta di interventi mirati
“Bisogna aiutarle a diventare più forti”, ha dichiarato la consigliera regionale, sottolineando la necessità di politiche pubbliche capaci di accompagnare la crescita dimensionale delle imprese, senza però snaturarne l’identità territoriale. Un percorso che, secondo quanto emerso, dovrebbe passare attraverso strumenti di aggregazione tra piccole realtà, incentivi agli investimenti e un maggiore accesso a strumenti finanziari e formativi.
Il tema riguarda da vicino l’intera economia della provincia, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con le trasformazioni del mercato del lavoro, l’aumento dei costi energetici e le difficoltà di reperimento di manodopera qualificata. Rafforzare le piccole imprese, secondo questa lettura, significherebbe anche rendere il territorio più resiliente di fronte a nuove crisi economiche.
Resta ora da capire quali strumenti concreti verranno messi in campo, a livello regionale e locale, per tradurre in azioni pratiche l’appello lanciato dalla consigliera Pd, in un contesto in cui la dimensione ridotta delle aziende continua a rappresentare una delle caratteristiche più distintive, ma anche più delicate, dell’economia riminese.