Il comitato che da anni si oppone alla realizzazione della variante della Statale 16 ha annunciato l’intenzione di tornare in tribunale per bloccare il nuovo progetto presentato per l’infrastruttura. La decisione arriva dopo che gli enti competenti hanno elaborato una versione riveduta dell’opera, giudicata però ancora inadeguata dagli oppositori.
Secondo quanto emerso, il comitato ritiene che il nuovo tracciato non risolva i problemi già sollevati in passato e che l’iter progettuale debba essere nuovamente sottoposto a un vaglio giudiziario. “No a un altro progetto”, è la posizione espressa dagli attivisti, decisi a portare avanti la battaglia legale intrapresa negli scorsi anni.
Una vicenda che si trascina da tempo
La questione della Statale 16 rappresenta uno dei nodi infrastrutturali più discussi del territorio riminese. Il progetto, pensato per decongestionare il traffico lungo l’arteria che attraversa la provincia, ha incontrato fin dall’inizio le resistenze di residenti e comitati locali, preoccupati per l’impatto ambientale e territoriale dell’opera.
Il ricorso al tribunale non sarebbe una novità: il comitato aveva già intrapreso azioni legali in passato per contestare precedenti versioni del progetto, ottenendo in alcuni casi lo stop ai lavori o la richiesta di revisione degli elaborati tecnici. La presentazione di un nuovo piano, secondo gli oppositori, non farebbe che riproporre criticità mai realmente affrontate.
Le implicazioni per il territorio
La vicenda ha ricadute dirette sulla vita di residenti e pendolari che attraversano quotidianamente l’area interessata dai lavori. Un nuovo contenzioso legale rischia di allungare ulteriormente i tempi di realizzazione dell’infrastruttura, con conseguenze sulla viabilità locale e sulle attività economiche della zona.
Il comitato ha confermato che nei prossimi giorni verranno depositati gli atti necessari per avviare formalmente la nuova azione legale, mentre restano da chiarire le tempistiche con cui gli enti pubblici risponderanno alle contestazioni sollevate.