Politica

Usa, la Camera respinge il tetto a nove giudici Corte Suprema

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha respinto una proposta di legge che intendeva blindare a nove il numero massimo di giudici componenti la Corte Suprema. Il voto, che ha visto la bocciatura del provvedimento, chiude per ora un capitolo del confronto politico americano su una delle istituzioni più delicate del Paese.

La misura puntava a impedire eventuali futuri ampliamenti dell’organo giudiziario, una pratica conosciuta come “court packing”, attraverso la quale una maggioranza politica potrebbe teoricamente aumentare il numero dei giudici per modificare gli equilibri ideologici della Corte. Da oltre un secolo, infatti, la Corte Suprema è composta da nove membri, ma questo numero non è mai stato fissato in modo permanente dalla Costituzione statunitense, che lascia al Congresso la facoltà di stabilirlo per legge ordinaria.

Un tema che divide da decenni

Il dibattito sulla possibile espansione della Corte Suprema non è nuovo nella politica americana. Già negli anni Trenta un presidente aveva tentato, senza successo, di aumentare il numero dei giudici per superare le resistenze dell’organo giudiziario alle proprie riforme. Da allora, il tema è tornato periodicamente al centro dello scontro politico, soprattutto nei momenti di forte polarizzazione tra le due principali forze politiche del Paese.

La proposta bocciata alla Camera rappresentava un tentativo di sancire per legge quella che finora era rimasta una consuetudine, sottraendo così al Congresso la possibilità di intervenire in futuro sulla composizione della Corte per ragioni politiche. La sua bocciatura lascia dunque aperta la questione, mantenendo intatta la possibilità, sebbene politicamente complessa da realizzare, di modificare in futuro il numero dei giudici.

Perché il tema è delicato

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha un ruolo cruciale nell’ordinamento americano, essendo l’organo che si pronuncia in ultima istanza su questioni costituzionali di grande rilevanza, dai diritti civili alle politiche economiche. I nove giudici, nominati a vita dal presidente in carica e confermati dal Senato, restano in carica per decenni, orientando con le loro sentenze l’interpretazione delle leggi federali ben oltre il mandato del presidente che li ha nominati.

Per questo motivo, ogni tentativo di modificare la struttura della Corte viene osservato con particolare attenzione, sia da chi teme un uso strumentale dell’istituzione a fini politici, sia da chi ritiene che un ampliamento potrebbe rendere l’organo più rappresentativo della società americana contemporanea. La bocciatura della proposta alla Camera non chiude definitivamente la discussione, che resta uno dei nodi irrisolti del sistema istituzionale statunitense.