Cronaca

Spiava un generale della Finanza con un gps? Assolto dal giudice

Assolto l’uomo accusato di aver pedinato con un dispositivo gps un generale della Guardia di Finanza. Il giudice, al termine del procedimento, ha stabilito che non esistono elementi sufficienti per attribuire all’imputato l’installazione del localizzatore satellitare, disponendo così il proscioglimento da ogni accusa.

Il caso era finito davanti al Tribunale dopo che l’alto ufficiale delle Fiamme Gialle aveva scoperto un dispositivo gps nascosto sulla propria autovettura, presumibilmente utilizzato per monitorarne gli spostamenti. Le indagini avevano portato a individuare un sospettato, poi formalmente accusato di pedinamento e violazione della privacy.

La decisione del giudice

Nel corso del dibattimento, tuttavia, non è stato possibile dimostrare con certezza che fosse stato l’imputato a posizionare materialmente il localizzatore sul mezzo del generale. La mancanza di riscontri probatori solidi ha spinto il giudice a pronunciare l’assoluzione, ritenendo che l’accusa non avesse fornito prove sufficienti a sostenere la responsabilità penale contestata.

La vicenda, che aveva destato attenzione per il coinvolgimento di un ufficiale di alto grado delle forze dell’ordine, si chiude dunque senza una condanna. Resta però aperta la questione di chi abbia effettivamente installato il dispositivo di localizzazione, circostanza che al momento non ha trovato una risposta definitiva nelle carte processuali.

Il caso solleva interrogativi sulla sicurezza personale di figure istituzionali e sulla facilità con cui strumenti di localizzazione, oggi reperibili a basso costo, possano essere utilizzati per attività di sorveglianza illecita. Non sono stati resi noti ulteriori sviluppi in merito a eventuali accertamenti paralleli o a nuove piste investigative.