La biblioteca comunale di Riccione ha ospitato un incontro dedicato al Clean Language, una tecnica di comunicazione poco conosciuta al grande pubblico ma sempre più diffusa in ambito educativo, professionale e di crescita personale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di proposte culturali che la struttura riccionese organizza periodicamente per avvicinare cittadini e curiosi a temi di attualità, benessere e sviluppo personale, affiancando alla tradizionale offerta libraria momenti di approfondimento e confronto diretto.
Cos’è il Clean Language
Il Clean Language è un metodo di comunicazione che si basa sull’uso di domande neutre, formulate cioè senza inserire interpretazioni, giudizi o suggestioni da parte di chi le pone. L’obiettivo è permettere a chi risponde di esplorare liberamente il proprio pensiero, le proprie emozioni e il proprio modo di rappresentare la realtà, senza che l’interlocutore influenzi il contenuto della risposta con parole o metafore proprie.
Questa tecnica trova applicazione in diversi contesti: dal coaching alla formazione, dalla mediazione dei conflitti al lavoro terapeutico, fino all’ambito scolastico ed educativo, dove viene utilizzata per favorire l’autoconsapevolezza e migliorare le capacità di ascolto attivo.
Un appuntamento aperto alla cittadinanza
L’incontro organizzato nella biblioteca di Riccione ha rappresentato un’occasione per il pubblico locale di avvicinarsi a questa metodologia, comprenderne i principi di base e valutarne le possibili applicazioni pratiche nella vita quotidiana e professionale.
Eventi di questo tipo confermano il ruolo delle biblioteche comunali non solo come luoghi di lettura e prestito, ma anche come spazi di incontro, formazione e scambio culturale aperti all’intera comunità, in linea con una tendenza che negli ultimi anni ha visto molte strutture bibliotecarie della provincia ampliare la propria offerta con laboratori, conferenze e appuntamenti tematici rivolti a pubblici diversi.