Un incidente avvenuto durante un servizio con moto d’acqua è alla base di una vicenda che ha portato al diniego dello status di vittima del dovere per l’operatore coinvolto, caduto in mare mentre si trovava in attività di servizio.
Secondo quanto emerso, la richiesta di riconoscimento è stata respinta dalle autorità competenti, che non hanno ravvisato nella caduta in mare i presupposti previsti dalla normativa per l’attribuzione dello status, riservato a chi subisce lesioni o la morte nell’esercizio di funzioni ad alto rischio e in circostanze specifiche definite dalla legge.
Il nodo delle tutele per chi opera sulla costa
La vicenda riporta l’attenzione su un tema delicato per tutti coloro che, lungo il litorale riminese e non solo, svolgono servizi di vigilanza, soccorso o controllo utilizzando mezzi nautici come le moto d’acqua. Si tratta di attività che comportano rischi concreti, legati sia alle condizioni del mare sia alla natura stessa dei mezzi impiegati, spesso utilizzati in situazioni di emergenza o di pattugliamento costiero.
Il mancato riconoscimento dello status di vittima del dovere comporta conseguenze dirette sul piano economico e assistenziale per chi resta coinvolto in incidenti di questo tipo durante il servizio, poiché tale qualifica garantisce un trattamento previdenziale e indennitario differente rispetto ai normali infortuni sul lavoro.
Un tema che riguarda il territorio
Per una zona come quella riminese, dove nei mesi estivi aumenta sensibilmente l’impiego di mezzi nautici per la sicurezza balneare e la sorveglianza della costa, episodi come questo pongono interrogativi sulle tutele previste per il personale impegnato in queste mansioni. La normativa attuale, infatti, delimita in modo rigoroso i criteri per l’attribuzione dello status di vittima del dovere, lasciando fuori diverse casistiche che pure comportano rischi significativi per chi presta servizio in mare.
La questione, pur riguardando nello specifico un singolo caso, si inserisce in un dibattito più ampio sulle garanzie da riconoscere a chi opera quotidianamente in condizioni di pericolo lungo le coste, soprattutto in un territorio a forte vocazione turistica e balneare come quello riminese.