Legacoop Romagna ha lanciato un appello alle istituzioni sulla crisi energetica che sta mettendo in difficoltà le cooperative della provincia di Rimini e dell’intera Romagna. L’associazione chiede interventi strutturali per sostenere un comparto che rappresenta una parte significativa del tessuto economico locale.
Secondo quanto emerso dall’organizzazione, l’aumento dei costi energetici sta pesando in modo rilevante sui bilanci delle cooperative associate, con conseguenze dirette sulla tenuta occupazionale e sulla capacità di investimento delle imprese. Un quadro che riguarda diversi settori, dall’agroalimentare ai servizi, passando per l’edilizia e il sociale.
Le richieste al tavolo istituzionale
Legacoop Romagna sottolinea come non bastino più misure temporanee o bonus una tantum per fronteggiare una situazione che si protrae nel tempo. Da qui la richiesta di interventi strutturali, pensati per dare stabilità e prospettiva alle imprese cooperative, spesso radicate nel territorio da decenni e con un ruolo sociale oltre che economico.
L’associazione evidenzia come il modello cooperativo, basato sulla partecipazione e sulla redistribuzione del valore, rischi di essere particolarmente esposto agli shock energetici, non potendo sempre contare sulle stesse leve finanziarie delle grandi imprese private.
Le implicazioni per il territorio
La provincia di Rimini conta un numero significativo di cooperative attive in diversi ambiti, dal turismo ai servizi alla persona, fino all’agricoltura. Una crisi prolungata del comparto energetico potrebbe tradursi in minori investimenti, difficoltà occupazionali e, nei casi più critici, chiusure o ridimensionamenti che avrebbero ricadute dirette sull’economia locale.
Legacoop Romagna continua a monitorare la situazione, auspicando un confronto con le istituzioni regionali e nazionali per individuare soluzioni concrete e durature, in grado di accompagnare le cooperative attraverso questa fase di difficoltà senza compromettere la tenuta del sistema produttivo del territorio.