Edifici pubblici vuoti e sottoutilizzati sparsi sul territorio di Rimini e provincia potrebbero diventare una risorsa concreta per rispondere alla carenza di abitazioni e spazi per le imprese. È questo l’appello lanciato dalla Cna, l’associazione di categoria che rappresenta artigiani e piccole imprese del territorio, che chiede alle amministrazioni locali di avviare un percorso di rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato.
Il problema del patrimonio dismesso
Secondo quanto segnalato dall’associazione, sul territorio riminese esistono numerosi immobili di proprietà pubblica che da tempo non hanno più una destinazione d’uso attiva: ex scuole, caserme dismesse, edifici comunali non più utilizzati per servizi. Strutture che, lasciate inutilizzate, rischiano un progressivo degrado e rappresentano al tempo stesso un costo di manutenzione senza alcun ritorno per la collettività.
La Cna sottolinea come questi spazi, se recuperati con interventi mirati, potrebbero invece essere trasformati in alloggi a costi contenuti o in spazi destinati ad attività produttive e artigianali, due esigenze che il territorio riminese sente in modo crescente.
Casa e lavoro: la doppia emergenza
Il tema abitativo è da tempo al centro del dibattito pubblico a Rimini, dove il mercato immobiliare risente della forte pressione turistica, con un effetto di rincaro sui canoni di locazione che penalizza soprattutto i residenti e i lavoratori stagionali. Allo stesso tempo, le piccole imprese artigiane faticano spesso a trovare spazi adeguati e a canoni sostenibili dove avviare o ampliare la propria attività.
Secondo la Cna, la rigenerazione del patrimonio pubblico potrebbe rappresentare una risposta a entrambe le esigenze, senza la necessità di nuovo consumo di suolo. Riconvertire strutture già esistenti, infatti, consentirebbe di contenere i costi rispetto a nuove edificazioni e di restituire funzionalità a porzioni di città e di entroterra oggi abbandonate.
La richiesta alle istituzioni
L’associazione chiede quindi agli enti locali di mappare in modo sistematico gli immobili pubblici non utilizzati e di avviare bandi o percorsi di partenariato pubblico-privato che permettano di recuperarli in tempi rapidi. Una strategia che, secondo quanto sostenuto dalla Cna, andrebbe inserita in una pianificazione più ampia delle politiche abitative e di sviluppo economico del territorio.
Resta da capire quali saranno le risposte delle amministrazioni comunali e provinciali alla sollecitazione, in un contesto in cui la questione della casa e degli spazi per le imprese continua a essere percepita come prioritaria da residenti e operatori economici del riminese.