Cronaca

Iscrive i figli a calcio senza l’ex moglie: assolto in tribunale

Un uomo era stato denunciato dall’ex moglie per aver iscritto i figli a una scuola calcio senza il suo consenso. Il tribunale, al termine del procedimento, lo ha assolto, escludendo che quella scelta costituisse un reato o una violazione degli accordi di separazione.

Al centro della vicenda c’era la decisione dell’uomo di far praticare sport ai figli, iscrivendoli autonomamente a un corso di calcio senza preventiva comunicazione alla madre. Quest’ultima aveva ritenuto la scelta lesiva del proprio diritto a essere coinvolta nelle decisioni riguardanti i minori, portando il caso davanti al giudice.

La decisione del tribunale

Nel corso del processo è emerso che l’iscrizione a un’attività sportiva extrascolastica rientra tra le scelte ordinarie legate alla vita quotidiana dei figli, e non tra quelle che richiedono necessariamente l’accordo preventivo di entrambi i genitori. Per questo motivo il giudice ha assolto il padre, non ravvisando alcuna condotta illecita nel suo comportamento.

La pronuncia richiama la distinzione, spesso al centro di controversie tra genitori separati o divorziati, tra le decisioni di maggiore importanza per i figli – come quelle relative a salute, istruzione e residenza – che richiedono il consenso di entrambi, e le scelte ordinarie di gestione quotidiana, che possono essere assunte anche da un solo genitore.

Un caso non isolato

Episodi simili non sono rari nei tribunali italiani, dove sempre più spesso approdano controversie legate alla gestione condivisa dei figli dopo la separazione dei genitori. Le dispute riguardano frequentemente attività extrascolastiche, scelte educative o semplici organizzazioni del tempo libero dei minori, e finiscono per richiedere l’intervento della giustizia quando il dialogo tra gli ex coniugi si interrompe.

La vicenda riporta l’attenzione sull’importanza, per i genitori separati, di definire con chiarezza fin dagli accordi di separazione quali decisioni richiedano il consenso congiunto e quali possano invece essere gestite autonomamente, per evitare che anche scelte di buon senso, come l’iscrizione a un’attività sportiva, si trasformino in contenziosi giudiziari.