Cultura

Perticara, apre la Biblioteca Giovanni Maroni con 16mila volumi

Perticara si arricchisce di un nuovo presidio culturale: è nata la Biblioteca Giovanni Maroni, una struttura che raccoglie ben 16.000 volumi. L’inaugurazione segna un passo importante per la frazione, storicamente legata all’attività mineraria, che punta ora anche sulla valorizzazione culturale come leva di rilancio del territorio.

La biblioteca porta il nome di Giovanni Maroni, in un omaggio che testimonia il legame tra la nuova struttura e la memoria locale. Il patrimonio librario messo a disposizione della comunità rappresenta una risorsa significativa non solo per gli abitanti di Perticara, ma per l’intera vallata del Marecchia, offrendo un punto di riferimento per lo studio, la lettura e la consultazione.

Un presidio culturale in un’area montana

La nascita della biblioteca assume un valore particolare se si considera il contesto territoriale in cui si inserisce. Perticara, frazione del comune di Novafeltria, ha vissuto per decenni una fase di spopolamento legata alla chiusura delle miniere di zolfo che per lungo tempo ne avevano costituito l’economia principale. Negli ultimi anni il borgo ha intrapreso un percorso di riconversione, puntando sulla memoria industriale e mineraria come attrattiva turistica, attraverso il museo dedicato proprio a questa storia.

L’apertura di una struttura bibliotecaria con un patrimonio così consistente si inserisce in questo disegno più ampio di rigenerazione culturale delle aree interne, spesso penalizzate dalla carenza di servizi rispetto ai centri costieri della provincia. Per i piccoli borghi dell’entroterra riminese, la presenza di una biblioteca ben fornita rappresenta un elemento in grado di trattenere e attrarre residenti, oltre che di offrire un servizio aggiuntivo ai turisti che frequentano la zona, spesso interessati anche agli aspetti storici e culturali del territorio.

La struttura si candida a diventare un punto di aggregazione per la comunità locale, capace di offrire spazi di lettura e studio in un’area dove i servizi culturali risultano storicamente meno diffusi rispetto alla costa. Il nome scelto per intitolare la biblioteca conferma l’attenzione della comunità verso le proprie radici, in un equilibrio tra memoria del passato e progettualità per il futuro del borgo.