Una spaccata messa a segno a mani nude, senza l’uso di attrezzi, si è conclusa con l’identificazione del responsabile grazie alle tracce di sangue lasciate sul posto. Il colpo, avvenuto in un ristorante della provincia di Rimini, ha fruttato al malvivente appena 70 euro, la somma custodita nel registratore di cassa.
Secondo quanto emerso, l’uomo ha infranto a pugni la vetrata d’ingresso del locale per introdursi all’interno una volta chiuso al pubblico. L’impatto ripetuto contro il vetro gli ha procurato tagli e ferite alle mani, che hanno sanguinato copiosamente durante l’azione, lasciando tracce ematiche sia sui frammenti di vetro sia sulle superfici toccate all’interno del ristorante.
Una volta forzato l’accesso, il malvivente si è diretto direttamente verso la cassa, dove ha prelevato i 70 euro rimasti in giacenza, per poi allontanarsi rapidamente prima dell’arrivo di eventuali testimoni o delle forze dell’ordine.
Le indagini e l’identificazione
Gli inquirenti, intervenuti dopo la segnalazione del titolare del locale, hanno subito notato le evidenti macchie di sangue presenti sulla scena. Questo elemento si è rivelato decisivo per le indagini: le tracce biologiche lasciate involontariamente dall’autore del furto hanno infatti permesso di avviare accertamenti mirati che hanno condotto alla sua identificazione.
Le ferite riportate durante l’effrazione, che avrebbero dovuto passare inosservate, si sono trasformate nell’elemento che ha tradito il responsabile, confermando come spesso i piccoli dettagli lasciati sulla scena di un reato possano rivelarsi determinanti per le forze dell’ordine.
Il caso, seppur relativo a un bottino di modesta entità, si inserisce in una serie di episodi di microcriminalità che continuano a preoccupare commercianti e ristoratori del territorio, spesso bersaglio di furti notturni ai danni delle attività commerciali.