Cronaca

Rimini, falsi poliziotti truffano anziani: nel mirino i compro oro

Rimini torna al centro dell’attenzione per un fenomeno che da tempo preoccupa forze dell’ordine e associazioni di categoria: le truffe messe a segno da malviventi che si spacciano per poliziotti o carabinieri, con l’obiettivo di sottrarre oro e preziosi agli anziani. Un meccanismo collaudato che, nelle sue fasi finali, coinvolge spesso anche i compro oro della provincia, utilizzati come canale per liquidare rapidamente il bottino.

Il copione, diffuso in diverse città italiane e segnalato anche nel riminese, segue uno schema ricorrente: un finto agente contatta telefonicamente o si presenta direttamente a casa della vittima, solitamente una persona anziana, informandola di presunte indagini in corso su una banda di ladri che agirebbe nella zona. Per “mettere al sicuro” i propri beni, alla vittima viene chiesto di consegnare gioielli, contanti o oggetti di valore a un fantomatico collega in borghese, pronto a custodirli “momentaneamente” per verifiche.

Il ruolo dei compro oro

In alcuni casi, secondo quanto emerso, i truffatori convincono le vittime a recarsi personalmente presso esercizi di compro oro per vendere i propri monili, sostenendo che si tratti di beni “contraffatti” o “da verificare” e che il ricavato debba essere consegnato temporaneamente alle forze dell’ordine. Un escamotage che permette ai malviventi di monetizzare rapidamente la refurtiva, rendendo più difficile il recupero dei beni sottratti.

Gli esercenti dei compro oro di Rimini e provincia sono stati invitati a prestare particolare attenzione a situazioni sospette, segnalando alle autorità competenti clienti che mostrino segni di disorientamento o che riferiscano di essere stati indirizzati da presunti agenti.

Le raccomandazioni per i cittadini

Le forze dell’ordine ribadiscono alcune regole base per difendersi da questo tipo di raggiro: nessun poliziotto o carabiniere chiederà mai di consegnare denaro, gioielli o oggetti di valore, né di recarsi in un negozio per venderli. In caso di dubbio, la raccomandazione è quella di chiamare immediatamente il numero unico delle emergenze o il comando più vicino, senza aprire la porta a sconosciuti e senza fornire informazioni personali al telefono.

Il fenomeno, che colpisce prevalentemente la fascia di popolazione più anziana e quindi più vulnerabile, continua a essere monitorato dalle autorità locali, che invitano la cittadinanza alla massima prudenza e alla segnalazione tempestiva di ogni tentativo sospetto.