Ammonta a 263mila euro il totale delle tasse di soggiorno non versate da un gruppo di strutture ricettive di Rimini, secondo quanto emerso da verifiche amministrative condotte sul territorio. Gli albergatori coinvolti rischiano ora la sospensione della licenza.
Il controllo ha riguardato gli importi che le strutture ricettive sono tenute a raccogliere dai turisti e a versare periodicamente al Comune. Si tratta di una tassa applicata a notte di soggiorno, il cui gettito viene destinato a servizi turistici e alla promozione del territorio. Nel caso in esame, secondo quanto ricostruito, alcuni gestori avrebbero incassato la tassa dagli ospiti senza però riversarla nelle casse comunali.
Le conseguenze per i “furbetti”
Per gli albergatori individuati come inadempienti si prospetta un doppio fronte: da un lato il recupero delle somme dovute, dall’altro possibili sanzioni amministrative che potrebbero arrivare fino alla sospensione della licenza commerciale. Una misura che, se applicata, comporterebbe lo stop temporaneo dell’attività ricettiva.
La vicenda riaccende l’attenzione sul tema dell’evasione della tassa di soggiorno, una problematica che negli anni ha interessato diverse località turistiche italiane. Nel caso riminese, la cifra accertata testimonia un fenomeno non marginale, che sottrae risorse potenzialmente destinate a servizi per residenti e turisti, dalla pulizia delle spiagge alla manutenzione urbana, fino alla promozione degli eventi cittadini.
Il contesto del territorio
Rimini, meta turistica tra le più frequentate della costa romagnola, fa storicamente affidamento sul gettito della tassa di soggiorno per finanziare parte dei servizi offerti durante la stagione estiva. L’evasione di importi consistenti mette quindi sotto pressione i conti pubblici locali, in un momento in cui il turismo resta uno dei principali motori economici della provincia.
Non è escluso che i controlli proseguano anche su altre strutture, in un’attività di verifica che punta a garantire equità tra gli operatori del settore, evitando che chi rispetta le regole si trovi in una posizione di svantaggio competitivo rispetto a chi elude i propri obblighi fiscali.