Cronaca

San Leo, a rischio il trasporto scolastico: genitori in rivolta

A San Leo il servizio di trasporto scolastico rischia di subire tagli o modifiche che preoccupano decine di famiglie del territorio. Per questo motivo un gruppo di genitori ha deciso di organizzare una petizione, con l’obiettivo di raccogliere quante più firme possibili e chiedere all’amministrazione comunale di mantenere il servizio nella sua forma attuale.

La mobilitazione è nata dopo che tra le famiglie sono circolate voci e preoccupazioni su un possibile ridimensionamento del trasporto scolastico, un servizio considerato essenziale per molti nuclei familiari residenti nelle frazioni più distanti dai plessi scolastici del comune. San Leo, con il suo territorio caratterizzato da centri abitati sparsi e distanze non trascurabili dal capoluogo, dipende in maniera significativa dallo scuolabus per garantire ai più piccoli l’accesso quotidiano alle scuole.

Le ragioni della protesta

Secondo quanto emerso dai racconti dei genitori promotori dell’iniziativa, un’eventuale riduzione del servizio comporterebbe disagi concreti per le famiglie, molte delle quali si troverebbero costrette a riorganizzare gli spostamenti quotidiani senza alternative facilmente praticabili. In un territorio collinare come quello di San Leo, dove i collegamenti pubblici non sempre sono capillari, il trasporto scolastico rappresenta spesso l’unica soluzione sostenibile per le famiglie con entrambi i genitori impegnati al lavoro.

La petizione, che sta circolando tra i residenti, chiede all’amministrazione comunale un impegno chiaro per garantire la continuità del servizio in vista del prossimo anno scolastico. I genitori sperano che la raccolta firme possa portare a un confronto diretto con gli uffici comunali competenti, per comprendere le reali motivazioni alla base di una eventuale revisione del servizio e valutare insieme soluzioni alternative.

Un tema sentito in tutta la provincia

La vicenda di San Leo si inserisce in un contesto più ampio che riguarda diversi comuni dell’entroterra riminese, dove il tema dei trasporti scolastici è spesso legato a questioni di bilancio comunale e di sostenibilità dei servizi in territori a bassa densità abitativa. Per le famiglie che vivono lontano dai centri principali, il trasporto scolastico non è soltanto un servizio accessorio, ma una condizione necessaria per garantire ai figli il diritto allo studio senza gravare eccessivamente sull’organizzazione familiare.

Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sulla vicenda, con i genitori che continueranno la raccolta firme nella speranza di ottenere rassicurazioni concrete dall’amministrazione comunale prima dell’inizio delle lezioni.