Politica

Spiagge, Mare Libero: “No indennizzi ai concessionari uscenti”

Il Comitato Mare Libero interviene nel dibattito sulle concessioni demaniali marittime, chiedendo che ai concessionari balneari uscenti non vengano riconosciuti indennizzi economici al termine dei loro contratti. La presa di posizione arriva mentre a Rimini e in tutta la riviera romagnola prosegue il confronto sul futuro delle spiagge, in attesa delle procedure di assegnazione previste dalla normativa europea.

Secondo quanto sostenuto dal Comitato, eventuali indennizzi rappresenterebbero un costo ingiustificato per le casse pubbliche e un vantaggio indebito per chi ha gestito per anni gli stabilimenti balneari in regime di concessione, spesso rinnovata nel tempo senza passare attraverso procedure di gara aperte al mercato.

Il contesto della questione balneare

Il tema degli indennizzi è uno dei nodi più delicati nel percorso di riordino delle concessioni demaniali marittime, un processo che coinvolge l’intero litorale italiano e che a Rimini assume un peso particolare, vista la densità di stabilimenti balneari che caratterizza la costa romagnola. Da anni il settore chiede certezze normative, mentre associazioni e comitati si confrontano su come debba avvenire il passaggio di consegne tra vecchi e nuovi gestori, qualora le gare dovessero assegnare le concessioni a soggetti diversi dagli attuali titolari.

La richiesta di escludere gli indennizzi si inserisce in una linea che il Comitato porta avanti da tempo, orientata a favorire un accesso più ampio e meno vincolato alle concessioni, in nome di una maggiore concorrenza e di un uso del demanio marittimo più aperto a residenti e turisti.

Le implicazioni per il territorio

La questione non riguarda solo gli aspetti economici legati ai singoli stabilimenti, ma tocca anche il modello di gestione delle spiagge che caratterizzerà i prossimi anni la costa riminese. Un eventuale riconoscimento di indennizzi comporterebbe oneri aggiuntivi a carico della collettività o dei nuovi concessionari, mentre la loro esclusione potrebbe facilitare un ricambio più rapido e meno oneroso nella gestione degli arenili.

Il dibattito resta aperto e coinvolge amministrazioni locali, categorie di settore e cittadinanza, in attesa di sviluppi normativi che definiscano in modo chiaro tempi e modalità delle future assegnazioni.