Viale Ceccarini, il salotto buono di Riccione, torna al centro del dibattito cittadino. Da tempo la via è segnata da numerosi negozi sfitti, segnale di difficoltà per il commercio locale, ma negli ultimi giorni la contestazione si è allargata a un nuovo fronte: il taglio dei pini che caratterizzano il viale.
A sollevare il caso sono cittadini e commercianti, che chiedono all’amministrazione comunale di fermare il progetto di abbattimento degli alberi, ritenuti parte dell’identità storica e paesaggistica del viale. La richiesta di stop si inserisce in un clima già teso, alimentato dal malcontento per le vetrine chiuse che da mesi caratterizzano uno dei tratti commerciali più noti della riviera.
Due criticità, un solo bersaglio
Le due questioni, pur diverse per natura, convergono nella stessa critica rivolta alla giunta: la gestione del viale non sarebbe all’altezza della sua importanza turistica e commerciale. Da un lato i negozi vuoti raccontano le difficoltà di un settore che fatica a reggere affitti e costi di gestione in una delle zone più prestigiose della città. Dall’altro, il progetto di taglio dei pini viene letto da parte della cittadinanza come un intervento che rischia di snaturare l’aspetto storico del viale, meta ogni anno di migliaia di residenti e turisti.
Secondo quanto emerso, la protesta contro l’abbattimento degli alberi si sta organizzando attraverso iniziative locali, con l’obiettivo di chiedere un confronto pubblico sulle motivazioni tecniche che avrebbero spinto l’amministrazione a valutare il taglio. Non è ancora chiaro se si tratti di interventi legati alla sicurezza, a opere di riqualificazione o ad altre esigenze urbanistiche.
Il nodo del commercio
Resta sullo sfondo, ma non meno urgente, il tema dei negozi sfitti. Viale Ceccarini ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per lo shopping e la movida riminese, ma negli ultimi anni diverse attività hanno chiuso i battenti, lasciando vetrine vuote che pesano sull’immagine complessiva della via. La combinazione delle due criticità, secondo quanto riferito da fonti locali, sta alimentando un clima di sfiducia verso le scelte dell’amministrazione comunale, chiamata ora a fornire risposte sia sul fronte urbanistico che su quello economico.
Non sono ancora stati resi noti tempi e modalità di un eventuale confronto pubblico tra amministrazione e cittadinanza sulle due questioni sollevate.