Cronaca

Auto pagate con bonifici falsi: due denunciati a Rimini

Due persone sono state individuate dagli inquirenti come presunti responsabili di una truffa legata alla compravendita di automobili. Secondo quanto emerso, i due avrebbero acquisito veicoli usati esibendo ai venditori ricevute di bonifico bancario in realtà mai eseguite, ottenendo così la consegna delle auto senza versare alcuna somma di denaro reale.

Il meccanismo, non nuovo nel panorama delle truffe legate al mercato dell’usato, si basa sulla presentazione di documenti che simulano un trasferimento di denaro appena effettuato. I venditori, fidandosi della documentazione mostrata, consegnano il bene convinti che l’accredito sarebbe arrivato di lì a poco sul proprio conto corrente, salvo poi accorgersi, controllando l’estratto conto, che il pagamento non risulta mai pervenuto.

Le indagini

L’attività investigativa è scattata dopo le denunce sporte da alcune delle vittime, che si sono rese conto di essere state raggirate solo nei giorni successivi alla cessione dei veicoli. Gli accertamenti condotti dagli inquirenti hanno permesso di ricostruire gli spostamenti e le tracce lasciate dai due presunti autori della truffa, portando alla loro individuazione.

Le auto oggetto delle transazioni fraudolente sarebbero state successivamente rivendute o utilizzate, complicando il recupero dei beni da parte dei legittimi proprietari originari. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire l’intera filiera delle operazioni sospette, verificando se i due indagati abbiano agito in altre occasioni con lo stesso schema.

Un fenomeno da monitorare

Il caso riporta l’attenzione sui rischi legati alle compravendite private di veicoli, sempre più frequenti attraverso piattaforme online e annunci diretti tra privati. Gli esperti del settore raccomandano da tempo di verificare l’effettivo accredito della somma pattuita prima di consegnare le chiavi del mezzo, evitando di fidarsi esclusivamente della ricevuta di bonifico mostrata dall’acquirente, poiché tali documenti possono essere facilmente contraffatti o alterati.

Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia subito situazioni analoghe a sporgere denuncia, fornendo tutta la documentazione relativa alla transazione, per consentire di ricostruire eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nel territorio.