Cronaca

Baby gang, il questore: “Nessuna banda organizzata a Rimini”

Il questore di Rimini ha voluto fare chiarezza sul fenomeno delle cosiddette baby gang, escludendo che sul territorio provinciale operino vere e proprie organizzazioni criminali giovanili strutturate.

Le parole del vertice della Polizia arrivano in un momento in cui il tema della sicurezza urbana e dei comportamenti devianti tra i minori è spesso al centro dell’attenzione pubblica, tra episodi di cronaca e percezione di insicurezza da parte di residenti e visitatori.

Niente strutture organizzate

Secondo quanto dichiarato, a Rimini non esisterebbero gruppi criminali giovanili con una gerarchia interna, una pianificazione delle attività illecite o un controllo del territorio paragonabile a quello delle bande organizzate che si riscontrano in altre realtà urbane italiane. Il questore ha invitato a non confondere episodi isolati di devianza giovanile, pur gravi, con fenomeni di criminalità organizzata minorile.

Il contesto locale

La rassicurazione giunge in un territorio, quello riminese, segnato da una forte presenza turistica stagionale che porta con sé anche l’attenzione mediatica su episodi di microcriminalità, risse o aggressioni che coinvolgono giovani e giovanissimi. Le forze dell’ordine locali monitorano costantemente le zone più frequentate, sia nel centro città che lungo la riviera, dove si concentra la maggior parte della movida estiva.

Le dichiarazioni del questore sembrano rispondere anche a un clima di preoccupazione diffusa tra cittadini e famiglie, alimentato da episodi di cronaca che negli ultimi tempi hanno acceso i riflettori sui comportamenti di alcuni gruppi di adolescenti.

Prevenzione e controllo del territorio

Pur escludendo la presenza di bande organizzate, le autorità continuano a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno della devianza giovanile, attraverso attività di prevenzione, controllo del territorio e collaborazione con le istituzioni scolastiche e sociali. L’obiettivo dichiarato resta quello di intercettare precocemente situazioni di disagio prima che possano sfociare in comportamenti violenti o illeciti.

Resta da capire quali iniziative concrete verranno messe in campo nei prossimi mesi per rafforzare ulteriormente la sicurezza, soprattutto in vista della prossima stagione turistica, quando l’afflusso di giovani nella riviera romagnola raggiunge il suo picco stagionale.