Un gesto di violenza durante una partita di calcio dilettantistico in provincia di Rimini è costato caro a un guardalinee, destinatario di un provvedimento di Daspo della durata di due anni. L’uomo, nel corso dell’incontro, avrebbe colpito un calciatore con la bandierina da segnalinee, provocando l’interruzione del gioco e l’intervento delle forze dell’ordine presenti sul terreno di gioco.
Il provvedimento, emesso dalla Questura di Rimini, vieta all’uomo l’accesso a manifestazioni sportive per i prossimi due anni. Si tratta di una misura di prevenzione prevista dalla normativa vigente in materia di ordine pubblico negli stadi e nei campi sportivi, applicabile non soltanto ai tifosi ma anche a chi riveste ruoli tecnici o arbitrali, qualora si renda responsabile di episodi di violenza o comportamenti che possano mettere a rischio l’incolumità di altre persone presenti.
Il contesto
Gli episodi di violenza nel calcio dilettantistico, pur ricevendo spesso meno attenzione mediatica rispetto a quelli che coinvolgono le categorie professionistiche, rappresentano un problema seguito con attenzione dalle forze dell’ordine anche nel territorio riminese. Il Daspo, acronimo di Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive, può essere emesso anche in assenza di una condanna penale definitiva, sulla base di elementi raccolti durante o subito dopo l’episodio contestato.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulla società sportiva coinvolta né sulle condizioni del calciatore colpito. Resta da chiarire se, parallelamente al provvedimento amministrativo, sia stata avviata anche un’azione in sede penale o disciplinare da parte degli organi competenti del calcio dilettantistico.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei campi sportivi minori, dove la presenza di forze dell’ordine è generalmente più limitata rispetto ai grandi stadi, ma dove si registrano comunque, periodicamente, tensioni tra giocatori, dirigenti e ufficiali di gara.