Economia

Farmacie private, contratto fermo da due anni: lavoratori in piazza

I lavoratori delle farmacie private di Rimini e provincia sono scesi in piazza per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto ormai da due anni. La mobilitazione, promossa dalle organizzazioni sindacali, ha coinvolto farmacisti e personale dipendente delle farmacie private, categoria che da tempo lamenta uno stallo nelle trattative con le associazioni datoriali.

La protesta si inserisce in una vertenza che riguarda l’intero comparto a livello nazionale, ma che a Rimini assume un rilievo particolare per il numero di addetti coinvolti nel territorio. Al centro delle rivendicazioni ci sono l’adeguamento salariale, fermo da due anni nonostante l’aumento del costo della vita, e la necessità di aggiornare le condizioni normative e di lavoro previste dal contratto collettivo.

Le ragioni della protesta

Secondo quanto riferito dai sindacati, il mancato rinnovo del contratto sta penalizzando migliaia di lavoratori in tutta Italia, molti dei quali operano nel settore riminese tra farmacie di città e di provincia. La categoria chiede un confronto serrato con le controparti datoriali per arrivare a una soluzione che possa sbloccare la situazione, considerata ormai non più sostenibile da chi lavora quotidianamente a contatto con il pubblico, garantendo un servizio essenziale per residenti e turisti.

La manifestazione ha rappresentato un momento di visibilità per una vertenza che, pur riguardando un settore apparentemente defilato rispetto ad altre categorie più esposte mediaticamente, tocca un servizio di prima necessità per la cittadinanza. Le farmacie private, infatti, rappresentano un presidio sanitario diffuso sul territorio, spesso aperto anche nei giorni festivi e negli orari serali, con un carico di lavoro che negli ultimi anni è progressivamente aumentato.

Le prospettive

Sindacati e lavoratori chiedono ora un’accelerazione del confronto per arrivare a un nuovo accordo che riconosca il valore del lavoro svolto e aggiorni le condizioni contrattuali ferme da troppo tempo. Resta da capire se e quando riprenderanno i tavoli di trattativa a livello nazionale, da cui dipenderà anche la situazione dei lavoratori riminesi coinvolti nella protesta.