Cronaca

Mojito contro il Comune: “Nessuna festa clandestina, provvedimento illegittimo”

Il Mojito, noto locale della riviera riminese, respinge le accuse di aver organizzato una festa clandestina e annuncia ricorso contro il provvedimento adottato nei suoi confronti. La titolarità del locale definisce la misura “aberrante, illegittima e discriminatoria”, contestando duramente la ricostruzione dei fatti alla base della decisione.

Secondo quanto emerso, il provvedimento sarebbe scattato dopo che gli accertamenti avevano ipotizzato lo svolgimento di un evento non autorizzato all’interno della struttura. Una tesi che la gestione del Mojito respinge con fermezza, sostenendo che quanto avvenuto non configurasse in alcun modo una festa abusiva.

La linea difensiva del locale

Nel presentare ricorso, i legali del Mojito puntano a dimostrare l’infondatezza delle contestazioni mosse, chiedendo l’annullamento del provvedimento. La gestione parla apertamente di un trattamento ingiusto, evidenziando come la misura rischi di penalizzare in maniera sproporzionata l’attività, con ripercussioni economiche e di immagine per il locale.

Il termine “discriminatorio” utilizzato dalla proprietà lascia intendere che, a loro avviso, il provvedimento non troverebbe riscontro in analoghe situazioni verificatesi in altri contesti della movida riminese, sollevando così un tema più ampio legato ai criteri di controllo applicati ai locali notturni della zona.

Il contesto: controlli sulla movida riminese

La vicenda si inserisce nel quadro dei controlli che periodicamente interessano i locali notturni di Rimini e provincia, area particolarmente sensibile durante la stagione estiva per l’affluenza di residenti e turisti. Provvedimenti di questo tipo, quando contestati, aprono spesso un contenzioso che può protrarsi nel tempo, con effetti diretti sulla programmazione delle attività coinvolte.

Il ricorso presentato dal Mojito dovrà ora essere valutato dagli organi competenti, che saranno chiamati a stabilire se le contestazioni mosse al locale trovino effettivo fondamento oppure se, come sostenuto dalla difesa, il provvedimento debba essere annullato. Restano da chiarire nel dettaglio le modalità e i tempi con cui la vicenda troverà una soluzione definitiva.