Negli ultimi anni il numero di bar e ristoranti attivi a Rimini e provincia è cresciuto in modo significativo: rispetto al 2010 si contano 150 locali in più. Un dato che fotografa la vitalità del settore della ristorazione sul territorio, trainato soprattutto dalla città e dalla costa, dove il turismo continua a rappresentare una leva fondamentale per l’economia locale.
Dietro il saldo positivo, tuttavia, si nasconde una realtà più complessa. Mentre nei poli urbani e nelle zone a maggiore vocazione turistica le aperture si moltiplicano, i piccoli comuni dell’entroterra registrano il fenomeno opposto. Bar e ristoranti storici dei paesi stanno infatti vivendo un periodo di difficoltà, con alcune attività costrette a chiudere i battenti o a ridurre l’operatività.
Due velocità per il territorio
Il quadro che emerge è quello di un territorio a due velocità. Da una parte Rimini città e le località della riviera, dove il flusso costante di residenti e turisti garantisce una clientela sufficiente a sostenere nuove aperture, anche in un comparto competitivo come quello della ristorazione. Dall’altra l’entroterra, dove lo spopolamento e la minore affluenza turistica mettono a dura prova la sopravvivenza di bar e trattorie che per decenni hanno rappresentato un punto di riferimento sociale per le comunità locali.
Questa dinamica non è priva di conseguenze per il tessuto sociale dei paesi. Il bar o il ristorante del centro storico, spesso, non è solo un’attività commerciale ma un luogo di aggregazione per gli abitanti, soprattutto nei comuni più piccoli e meno collegati alle principali vie di comunicazione. La sua chiusura rischia di accentuare l’isolamento di alcune frazioni e di impoverire ulteriormente l’offerta di servizi nelle aree interne della provincia.
Le cause della divaricazione
Tra i fattori che spiegano questa divaricazione figurano la minore capacità di spesa nei piccoli centri, l’invecchiamento della popolazione residente e la concorrenza esercitata dalla grande distribuzione e dai locali di nuova generazione concentrati nelle zone a maggiore densità abitativa. A ciò si aggiunge il costo crescente della gestione di un’attività, che pesa in modo diverso a seconda del volume d’affari realizzabile.
Il dato complessivo sulla crescita del settore, pur positivo, invita dunque a una lettura attenta delle differenze interne al territorio riminese, dove il boom della ristorazione non riguarda in egual misura tutte le zone della provincia.